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Il grande fratello era l’Unione sovietica? Che spiava i propri cittadini? Che opprimeva le libertà personali? E gli USA invece cosa fanno? La stessa cosa. E perché? Per battere il terrorismo, una delle loro creature più riuscite.
La notizia è questa, presa da Corriere.it:
Le caselle email e le transazioni delle carte di credito dei cittadini dell'Unione europea che volano negli Usa potranno essere passate al setaccio dalle autorità americane. Lo scrive il quotidiano britannico Daily Telegraph, che ha avuto accesso ai documenti relativi all'accordo tra Ue e Usa che da quest'anno regola l'ingresso dei passeggeri provenienti dall'Europa. Fornendo il numero di carta di credito e l'email alla compagnia aerea che vola negli Usa, il passeggero apre di fatto i propri dati personali alle autorità americane, che potranno vedere tutte le transazioni o i messaggi, anche non relativi al viaggio in questione.
Se un cittadino europeo vorrà opporsi, afferma il Telegraph, dovrà farlo in una corte americana, il che rende qualsiasi salvaguardia della privacy di fatto inesistente. Shami Chakrabarti, direttore dell'organizzazione per i diritti umani Liberty, si è detto «inorridito» dalla notizia: «È la rinuncia ai diritti delle persone che viaggiano negli Usa». Dopo un lungo braccio di ferro iniziato con le richieste Usa di informazioni sui passeggeri (con la minaccia di mettere al bando dagli aeroporti americani le compagnie che non li consegnassero), nello scorso ottobre l'Ue ha accettato le richieste. Risultato: gli Usa hanno ora accesso a 34 tipi di informazioni sui passeggeri in mano alle compagnie aeree. Molte sono normali, ma alcune sono particolarmente sensibili; che tipo di pasti vengono ordinati in base alla fede religiosa, o se un passeggero in passato non si è presentato al volo dopo aver comprato il biglietto. Anche per le leggi americane, chi vuole accesso a questi dati ha bisogno di norma del consenso di un magistrato, ma questo non varrà per i passeggeri degli aerei europei.
Interessante notare come “l’UE ha accettato le richieste”, ovvero ancora una volta l’Europa non ha le palle di controbattere agli USA. Poi però ci raccontano dell’Europa forte, unita, che conta nel mondo, che si allarga alla romania e alla bulgaria…bella roba. Marinaio D'Alema lei che ne pensa?
Esiste la possibilita' che Saddam Hussein torni a guidare l'Iraq, come un'opzione scelta dagli stessi Stati Uniti. "Saddam Hussein e' in ottima salute e pronto a tornare al suo posto, ha imparato dal passato e non fara' niente per dare fastidio agli occidentali. Riportarlo al potere sarebbe una possibilita'". A dirlo e' Edward Luttwack, consigliere della Casa Bianca. "L'Iraq si governa con la forza - esattamente come faceva notare a suo tempo Saddam - perche' ha parti disgiunte che non stanno insieme volontariamente".
Da Asianews:
Gli Stati Uniti devono predisporre una strategia per affrontare la crescente potenza militare della Cina. E’ quanto ammoniscono autorevoli ambienti conservatori negli Usa.
Uno studio dell’americano Hudson Institute afferna che a causa dei rapidi progressi tecnologici di Pechino, Washington “deve programmare con attenzione” lo sviluppo di armi più sofisticate e potenti. Il governo - prosegue lo studio - è troppo preoccupato per la “guerra al terrore” e il processo democratico in Medio Oriente e in Asia Centrale e trascura l’emergere della Cina come principale antagonista della leadership tecnologica.
Dall’attacco di al-Qaeda dell’11 settembre, gli Stati Uniti si sono concentrati nella lotta al terrorismo di basso profilo tecnologico. In realtà “il campo dell’informazione, quello navale e soprattutto quello aerospaziale ... costituiscono il nucleo della nuova rivoluzione nel campo militare”. “Se trascuriamo il rapido progresso degli armamenti in questi campi- continua il rapporto - la Cina potrebbe cacciare l’America come un cervo con il proverbiale faro - proprio come noi li cacciammo dopo la vittoria del 1991 nell’operazione Tempesta nel Deserto”.
L’uso americano di bombe di precisione chirurgica e di armi elettromagnetiche nella guerra del Golfo del 1991, costituì “una drammatica dimostrazione” dell’abisso tra Stati Uniti e Cina nel moderno sistema militare, con Pechino “indietro di almeno 20 anni”.
La differenza fu di nuovo evidenziata nel 1996, quando 2 aerei militari Usa al largo di Taiwan ingaggiarono una decisa battaglia con i missili lanciati dai cinesi per un’esercitazione. Ma la guerra del Golfo suscitò in Cina un rinnovato militarismo, che portò - dice il rapporto - alla “maggiore, più radicale e più estesa trasformazione militare mai successa nella storia dell’umanità”.
“Il grande aumento del numero di scienziati, matematici e ingegneri in Cina - osserva il senatore repubblicano Norm Coleman - porterà alla diminuzione di competenze in America nei settori di alta tecnologia, telecomunicazioni, informatica e armamenti, e questa sfida non può essere ignorata”. La maggiore sfida portata dalla Cina - aggiunge - è nel campo navale. “L’America ha la responsabilità di assicurare l’apertura delle vie navali. Questa è l'area più vulnerabile ed è probabile che in futuro lo diventi ancora di più".
Consiglio agli americani di prepararsi al meglio in una eventuale guerra contro i cinesi. I cinesi sono assai e vendono cara la pelle.
utente anonimo in Non proprio una gran...
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